L’immunoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari ha rivoluzionato il trattamento di numerose neoplasie solide. Una delle novità più recenti riguarda tislelizumab, un anticorpo monoclonale anti-PD-1 che ha ottenuto approvazione e rimborsabilità in Italia per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, del carcinoma squamoso dell’esofago e dell’adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea.
Sintesi
Con la Determina AIFA pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 aprile 2026, tislelizumab è stato approvato e reso rimborsabile per quattro differenti indicazioni cliniche. La prima riguarda la monoterapia nel carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico dopo chemioterapia a base di platino e inoltre, nei pazienti con mutazione di EGFR o riarrangiamento di ALK è richiesta anche una precedente terapia mirata. La seconda indicazione riguarda il trattamento di prima linea del carcinoma squamoso dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, in combinazione con chemioterapia a base di platino, nei tumori con espressione di PD-L1 TAP pari o superiore al 5%. La terza indicazione interessa l’adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea HER2-negativo, sempre in prima linea e in combinazione con chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina, nei pazienti con PD-L1 TAP ≥5%. Infine, tislelizumab è stato approvato anche in monoterapia nel carcinoma squamoso dell’esofago dopo una precedente chemioterapia a base di platino. L’approvazione si basa sui risultati di quattro studi registrativi di fase III del programma RATIONALE. Lo studio RATIONALE-303, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule pretrattato, ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto a docetaxel. Lo studio RATIONALE-306, nel carcinoma squamoso dell’esofago in prima linea, ha evidenziato un vantaggio di sopravvivenza rispetto a placebo associato a chemioterapia. Nel carcinoma gastrico e della giunzione gastroesofagea, lo studio RATIONALE-305 ha mostrato un beneficio di sopravvivenza nei pazienti con elevata espressione di PD-L1. Infine, lo studio RATIONALE-302, nel carcinoma squamoso dell’esofago già trattato, ha confermato una sopravvivenza superiore rispetto alla chemioterapia standard.
Qual è la rilevanza pratica di questa novità?
Tislelizumab amplia il panorama delle opzioni immunoterapiche disponibili, con un’efficacia che le metanalisi suggeriscono essere sostanzialmente comparabile a quella di pembrolizumab e nivolumab nelle stesse indicazioni. Il profilo di sicurezza appare coerente con quello degli altri anti-PD-1 e richiede il consueto monitoraggio delle tossicità immuno-mediate. Dal punto di vista farmacologico, un elemento distintivo è rappresentato dalla modifica della regione Fc dell’anticorpo, progettata per ridurre un potenziale meccanismo di resistenza mediato dai macrofagi. In conclusione, tislelizumab rappresenta una nuova opzione terapeutica supportata da un solido programma di sviluppo clinico basato su quattro studi registrativi di fase III.