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In Italia, il carcinoma del colon-retto rappresenta la seconda neoplasia più frequente per incidenza, con circa 50.000 nuove diagnosi ogni anno. Di questi, circa il 15% dei casi in fase iniziale o localmente avanzata e un 4-5% circa delle forme metastatiche presenta è caratterizzata da instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficit del sistema di mismatch repair (dMMR).
Dal punto di vista terapeutico, è ormai consolidata l'evidenza che i tumori dMMR/MSI-H siano refrattari alla chemioterapia convenzionale a base di fluoropirimidine, mentre mostrano una spiccata sensibilità agli inibitori del checkpoint immunitario. Il trial KEYNOTE-177 ha stabilito il pembrolizumab come standard di prima linea dal 2022, dimostrando una superiorità significativa rispetto alla chemioterapia in termini di PFS, OS e tossicità.

 

Sintesi

Il panorama terapeutico si è ulteriormente evoluto con i risultati del trial di fase III CHECKMATE 8HW, che ha valutato la combinazione nivolumab più ipilimumab - un anti-PD1 associato a un anti-CTLA-4 - rispetto alla chemioterapia e al nivolumab in monoterapia.
Rispetto alla chemioterapia, lo studio ha mostrato una superiorità nel trattamento di combinazione con una PFS a 2 anni del 70% rispetto al 14% (1). Rispetto all’immunoterapia singola, con un follow-up mediano di 55 mesi, la combinazione nivolumab più ipilimumab ha confermato una riduzione del 31% del rischio di progressione o morte rispetto al nivolumab in monoterapia in prima linea, con un ORR del 73% verso il 61%. In questa analisi finale della PFS, i dati di OS mostrano per la prima volta un vantaggio significativo a favore della combinazione, con un profilo di sicurezza gestibile (2). Su queste basi, il 20 aprile 2026 AIFA ha approvato la rimborsabilità della combinazione nivolumab più ipilimumab per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti affetti da carcinoma del colon-retto non resecabile o metastatico con dMMR/MSI-H.

Qual è la rilevanza pratica di questa novità?
L'approvazione della combinazione amplia ulteriormente le opzioni disponibili per questo sottogruppo di pazienti già altamente sensibile all'immunoterapia e apre la strada verso risposte più profonde e durature. Il razionale biologico di questo approccio risiede nella complementarità dei due meccanismi d'azione: pur appartenendo alla stessa famiglia di recettori co-inibitori, CTLA-4 e PD-1 agiscono attraverso vie distinte e non ridondanti, generando un'attivazione immunitaria più ampia, capace di superare i meccanismi di resistenza primaria o acquisita alla monoterapia - un vantaggio che si traduce in risultati clinici eccellenti nei tumori ad elevata immunogenicità.

Bibliografia

  1. Andre T, et al. Nivolumab plus Ipilimumab in Microsatellite-Instability-High Metastatic Colorectal Cancer. N Engl J Med. 2024 Nov 28;391(21):2014-2026.
  2. Lonardi S, et al. LBA29 Nivolumab plus ipilimumab vs nivolumab monotherapy for microsatellite instability-high/mismatch repair-deficient (MSI-H/dMMR) metastatic colorectal cancer (mCRC): New results from CheckMate 8HW Annals of Oncology 2025; 36, S1573-S1574