Il carcinoma del rinofaringe (o nasofaringe) è una neoplasia rara in Europa e in particolar modo in Italia, dove si contano circa 400 nuovi casi all’anno, mentre è molto frequente in Estremo Oriente, da cui storicamente vengono mutuate le evidenze cliniche in termini di management diagnostico e terapeutico. Si tratta di una patologia che colpisce spesso pazienti giovani, con alte probabilità di guarigione in un setting curativo ma con opzioni terapeutiche limitate nelle forme recidivate o metastatiche.
Sintesi
Storicamente la prima linea di terapia a intento palliativo si basa sulla combinazione di cisplatino e gemcitabina, ma di recente è emerso un ruolo importante dell’immunoterapia. In questo senso, l’approvazione del farmaco anti-PD-1 toripalimab in combinazione con cisplatino e gemcitabina in prima linea nel carcinoma del rinofaringe recidivato o metastatico rappresenta un’importante novità. Tale registrazione si basa sui risultati dello studio JUPITER-02, un trial di fase III randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, condotto in una popolazione asiatica di età compresa tra 18 e 75 anni. Lo studio ha randomizzato 289 pazienti a ricevere cisplatino-gemcitabina con toripalimab o placebo per 6 cicli ogni 3 settimane, seguiti da una fase di mantenimento con toripalimab o placebo per 2 anni. Nel braccio di controllo era consentito il crossover in caso di progressione di malattia. Lo studio ha evidenziato un vantaggio statisticamente significativo per l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione di malattia con revisione centralizzata, pari a 21,4 mesi nel braccio sperimentale rispetto a 8,2 mesi nel braccio di controllo, con un hazard ratio di 0,52. È emersa inoltre una differenza significativa in sopravvivenza globale, risultata non raggiunta con un follow-up mediano di 36 mesi per toripalimab contro 33,7 mesi per placebo, hazard ratio 0,63. In termini di sicurezza, l’aggiunta di toripalimab si è associata a una maggiore incidenza di eventi avversi immuno-relati, coerenti con il noto profilo dei farmaci anti–PD-1.
Qual è la rilevanza pratica di questa novità?
Dopo l’apertura di un programma di expanded access per tislelizumab in questo stesso setting ad aprile 2026, la registrazione di toripalimab introduce in Italia la piena rimborsabilità dell’immunoterapia in prima linea nel carcinoma del rinofaringe recidivato/metastatico. Si tratta di un approccio che, in quattro studi randomizzati di fase III, ha dimostrato un vantaggio rispetto alla doppietta chemioterapica in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia e di sopravvivenza globale. La prescrivibilità di toripalimab è quindi destinata a cambiare l’attuale pratica clinica, garantendo a questa categoria di pazienti l’accesso alla miglior terapia di prima linea attualmente disponibile.
Bibliografia
- Mai HQ, et al. Toripalimab Plus Chemotherapy for Recurrent or Metastatic Nasopharyngeal Carcinoma: The JUPITER-02 Randomized Clinical Trial. JAMA. 2023 Nov 28;330(20):1961-1970.
- AIFA. Classificazione, ai sensi dell'articolo 12, comma 5, della legge 8 novembre 2012, n. 189, del medicinale per uso umano, a base di toripalimab, «Loqtorzi». (Determina n. 1125/2025). (25A04912)